Giovedì i listini europei hanno aperto la seduta sulla parità, dopo una giornata all’insegna della stabilità. Anche i listini statunitensi avevano chiuso sui valori della giornata precedente. Lo S&P era sceso dello 0,19% chiudendo la seduta a 3.933,92. Il Dow Jones Industrial Average aveva guadagnato 1,58 punti, pressoché invariato, chiudendo la sessione a 33.597,92. Il Nasdaq Composite era sceso dello 0,51% chiudendo a 10.958,55.
I principali listini europei già in mattinata, dopo l’apertura, viaggiavano in leggero negativo, per poi recuperare parzialmente nel primo pomeriggio. Alle 15,30 l’indice Ftse Mib era in perfetta parità, il Dax di Francoforte perdeva lo 0,15% e il Cac40 di Parigi arretrava dello 0,11%.
Gli investitori stanno analizzando i dati macroeconomici in previsione di eventuali decisioni prese dalle banche centrali. I dati che verranno rilasciati per primi includono rapporti sul prodotto interno lordo del Giappone e sul mercato del lavoro degli Stati Uniti.
Il Ftse Mib ha virato al rialzo e alle 14:30,segnando un progresso dello 0,13%, una strada seguita anche dagli altri listini europei (+0,04% il Dax, +0,21% il Ftse 100, +0,11% il Cac 40).
Ad una settimana dalla riunione della Banca Centrale Europea, con il potenziale di una recessione incombente, Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, ha recentemente affrontato il tema della politica macroprudenziale che l’Europa deve perseguire per essere meglio preparata ad affrontare un clima finanziario difficile.
In Italia, secondo l’Istat, a ottobre il valore e il volume delle vendite al dettaglio sono diminuiti ciclicamente rispettivamente dello 0,4% in valore e dell’1,2% in volume. Sia le vendite alimentari che quelle non alimentari hanno registrato un calo, con le prime rispettivamente dello 0,1% e del -1,5% in valore e volume, mentre le seconde sono state del -0,5% e -1%.
Giovedì il mercato azionario statunitense ha aperto in rialzo, cercando di porre fine alla tendenza al ribasso che durava da cinque giorni, mentre gli operatori consideravano la probabilità di un’imminente recessione. Lo S&P 500 ha guadagnato lo 0,75% a 3.963,51, il Dow Jones è salito dello 0,55% a 33.781,48 e il Nasdaq ha realizzato un +1,22% a 11.637,50.
Gli investitori si concentrano ora sulla prossima conferenza politica della Federal Reserve, in cui è probabile che la banca centrale aumenti i tassi di interesse di mezzo punto percentuale. Si tratta di un aumento più contenuto rispetto ai quattro precedenti, ma potrebbe non essere sufficiente per evitare una recessione, dato che la Fed è impegnata a contenere l’attrito. La prossima settimana l’indice dei prezzi al consumo di novembre dovrebbe fornire maggiori informazioni sulla situazione dei prezzi.
Il riaffiorare delle ansie per un prolungato periodo di tassi di interesse elevati e per la possibilità di una recessione economica ha fatto sì che i titoli azionari iniziassero il mese di dicembre in una situazione sfavorevole, in un periodo dell’anno tipicamente positivo per le azioni.
L’attenzione è stata rivolta anche al mercato del lavoro, che ha registrato un notevole livello di stabilità nonostante i tentativi della Federal Reserve di indebolirlo. Per quanto riguarda il numero settimanale di richieste di disoccupazione, si è registrato un lieve aumento rispetto alla settimana precedente, ma in linea con le previsioni.
Dopo pochi giorni l’introduzione del tetto massimo di 60 dollari al barile da parte dell’Unione Europea, i prezzi del petrolio sono scesi notevolmente, a livelli pre-guerra ucraina.
I futures americani del petrolio West Texas Intermediate sono scesi del 3,5% al prezzo minimo annuale di chiusura di 74,25 dollari al barile, mentre i futures globali del Brent sono scesi del 4%, attestandosi a 79,35 dollari al barile.
Hanno chiuso in territorio positivo gli indici statunitensi: lo S&P 500 ha guadagnato lo 0,75% a 3.963,51, il Dow Jones è salito dello 0,55% a 33.781,48 e il Nasdaq ha realizzato un +1,22% a 11.637,50.
Listini di giovedì
FTSE Mib Milano -0,14% a 24.207,42
Dax 40 +0,02% a 14.264,56
Cac 40 -0,20% a 6.647,31
Ftse 100 Londra -0,23% a 7.472.17
S&P 500 +0,75% a 3.963,51
DOW Jones +0,55% a 33.781,48
NASDAQ +1,22% a 11.637,50.