Venerdì gli indici europei hanno realizzato ulteriori progressi sulla scia dei buoni risultati della giornata precedente. Il Ftse Mib di Milano ha guadagnato lo 0,25% a 24.455,57, il Dax di Francoforte è salito dello 0,56% a 14.224,86 e il Cac40 di Parigi ha realizzato un +0,58% a 6.594,62. Il Ftse100 di Londra è sceso dello 0,78% a 7.318,04.
Nella settimana scorsa a trainare il rialzo degli indici azionari sono stati i dati sull’inflazione negli Stati Uniti, più bassi delle attese, che hanno paventato la possibilità di una Fed di un restringimento monetario meno aggressivo nel futuro. Negli Stati Uniti l’inflazione ad ottobre e’ stata pari allo 0,4% a livello mensile e al 7,7% su base annuale (il consenso vedeva il dato allo 0,7% m/m). L’indice dei prezzi al consumo core, particolarmente monitorato dalla Banca Centrale, ha segnato un +0,3% a livello congiunturale (il consenso era di un +0,5%), con un +6,3% anno su anno.
E’ stato quello reso noto giovedì scorso, un rapporto sull’inflazione CPI di ottobre che ha cambiato un pò le regole del gioco per i futuri aumenti dei tassi della Fed, che potrebbero essere in seguito più lenti e, forse, di picco più basso. Sono immediatamente crollati i rendimenti dei Treasury e il dollaro. Ma sono saliti in maniera esplosiva, nella giornata di giovedì, anche i principali indici azionari degli Usa e, sulla scia, anche quelli europei.
Il Dow Jones è tornato al di sopra della linea dei 200 giorni, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq sono saliti al di sopra delle linee dei 50 giorni e dei massimi di ottobre. Il Russell 2000 ha superato le sue linee di 50 e 200 giorni.
Venerdì sera, il Bitcoin è stato scambiato sotto i 17.000$, in deciso ribasso per la settimana dopo aver toccato, nella giornata di mercoledì scorso, il minimo di due anni a 15.554,48$. E’ crollato l’exchange di criptovalute FTX, con una dichiarazione di fallimento venerdì. Tuttavia i titoli tecnologici hanno resistito al calo delle criptovalute e le relative azioni crittografiche hanno recuperato dopo l’apertura in ribasso di venerdì. Il settore tecnologico è aumentato di oltre il 10% fino a venerdì, con Amazon che è aumentato di circa il 4% nella sessione di venerd’ e Alphabet, società madre di Google, che è salita del 2,6% nella stessa giornata.
In territorio positivo i listini statunitensi: lo S&P 500 è salito dello 0,92% a 3.992,93, stabile il Dow Jones +0,096% a 33.747,86 e il Nasdaq ha guadagnato l’1,88% a 11.323,33.
Listini di venerdì
FTSE Mib Milano +0,25% a 24.455,57
Dax 40 +0,56% a 14.224,86
Cac 40 +0,58% a 6.594,62
Ftse 100 Londra -0,78% a 7.318,04
S&P 500 + 0,92% a 3.992,93
DOW Jones +0,096% a 33.747,86
NASDAQ +1,88% a 11.323,33.